Studiare è fondamentale non solo per avere opportunità socio-economiche migliori ma soprattutto, per sviluppare un bagaglio culturale personale libero da pregiudizi e carico di senso critico, che consenta di vivere nella piena consapevolezza e libertà la propria esistenza. Siamo quotidianamente esposti all’apprendimento: impariamo una ricetta di cucina nuova oppure un termine nuovo. Ma come impara l’essere umano?  Comprendere un concetto significa integrare delle nuove informazioni in nuovi schemi, non mi dilungherò sulle fasi dell’assimilazione e accomodamento descritte da Piaget nei suoi classici studi sullo sviluppo intellettivo del bambino. Per approfondimenti ne consiglio la piacevole lettura (Piaget, Inhelder, 2002).  Per lo più, l’individuo apprende per imitazione, per intenderci, quello che Bandura ha definito apprendimento vicariante . La comprensione invece, è un processo creativo che dipende da un impegno personale volto a scoprire e inventare la realtà. Ho imparato dalla mia esperienza, in primis come studentessa e poi come tutor didattica, che uno studio costruttivo è quello costruito attraverso l’uso di associazioni personali, la creazione di mappe cognitive, di schemi, di rimandi e collegamenti. Spesso, i genitori mi dicono che i loro figli non sono portati per lo studio” e quando incontro i figli per la prima volta, esordiscono con “dott.ssa io sono limitato/a, “non sono veloce come i miei compagni” o ancora “non ci capisco nulla, non concluderò mai niente nella vita!”  vi stupirebbe vedere, come in realtà, molto spesso, la percezione delle cose possa essere alterata dalla nostra stessa mente che produce verità personali, soggettive, diverse da quelle reali oggettivamente. Ad esempio, la sola idea che lo studio sia un dovere genera un naturale rifiuto dello stesso. Così, lo studente nella veste di schiavo pronto ad ogni sacrificio, si trascina per tutta la stanza con in mano un grosso macigno di 300 pagine; trova rifugio tra una postazione e l’altra dove vi siede immobile,quasi ingessato con l’espressione di chi sta per essere processato. Allora, il suo unico e preferito bersaglio è il muro. Si costringe, oppure, è costretto a studiare “dai cattivi adulti” e visto che non ha altra scelta si concede una lentissima o velocissima espiazione della condanna (il classico studentein età scolare, che in un attimo ha finito tutti i compiti pur di dedicarsi ad altro o ancora l’universitario che fa la maratona perché non ha più tempo). Vi assicuro che con piccole e semplici indicazioni tutto ciò può essere superato, spesso con un intervento breve (dai 3 ai 5 incontri).Il primo approccio allo studio è avvenuto tra i banchi di scuola, ci hanno insegnato a studiare diverse discipline, ma, nonostante la didattica sia una scienza con una tradizione millenaria, nella pratica il sistema scolastico promuove principi di apprendimento molto semplici: la ripetizione mnemonica sulla base del principio latino del repetita iuvant e lo studio libero quello caratterizzato da una critica personale.  Tuttavia, non viene data nessuna attenzione allo sviluppo di tecniche, metodi e strumenti di apprendimento efficaci ed efficienti. Intervenire sui problemi di studio significa potenziare quelle risorse che già possediamo, quale l’intelligenza, liberandocidai limiti auto ed etero imposti.  

Lo studio che siamo abituati ad immaginare è caratterizzato da ore ed ore sui libri, un po’ alla Leopardi, lo studio matto e disperatissimo che tutto è, tranne che funzionale. Studiare bene infatti, non significa trascorrere la giornata sui libri, poiché potrebbero bastare anche solo un pio d’ore consumate costruttivamente per raggiungere ottimi risultati.  

L’ideale sarebbe riservare circa 8 ore della propria giornata allo studio, incluse quelle passate a lezione. Avete capito bene!!! Ad esempio, uno studente liceale che impiega 5 ore della sua mattina a scuola, può dedicarne allo studio altre 3 nel pomeriggio e poi dedicarsi totalmente ad altro. Non ci credete? Allora lo ripeto: potrebbero bastare anche solo altre tre ore pomeridiane per portare a termine i propri impegni scolastici! Ma, attenzione!questo è possibile solo se si è in possesso di un metodo di apprendimento che consenta di fare buon uso anche della fase di ascolto durante le lezioni. Saper prendere appunti,comprendere mediante tecniche d’analisi, sintesi, creazione di associazioni emappatura sono requisiti fondamentali per studiare in meno tempo e con ottimirisultati. Il mio intervento, attraverso il Metodo Socrate, prevede proprio questo:potenziamento di mnemotecniche, insegnamento di un metodo di studio creato su misura e insegnamento di strategie per comunicare in modo semplice e intelligibile, senza bloccarsi durante l’interrogazione/compito scritto.  

Se fai sempre le stesse cose, otterrai sempre gli stessi risultati diceva un saggio americano.  

Se vuoi risultati migliori nei tuoi studi bisogna che cambi qualcosa!  

Le ripetizioni pomeridiane non bastano, poiché rappresentano delle stampelle alla quale lo studente si affida per non zoppicare, ma, quando queste verranno tolte, lui zoppicherà di nuovo!

Dott.ssa Lucia Di Franco, d.ssa in psicologia clinica e della salute, specialista in tutoring e apprendimento strategico nello studio.