La Psicoterapia Breve Strategica – Pomezia (RM)

Quando si pensa allo psicologo si è soliti pensare a quella figura professionale che ti ascolta instancantemente per settimane, mesi, anni, senza, o quasi, proferire parola, al limite dando qualche consiglio. Sbagliato. Niente di più sbagliato. 

Per prima cosa bisogna fare una doverosa distinzione tra la psicologia e la psicoterapia. La psicologia studia il funzionamento della mente e del comportamento umano, attraverso processi neuropsichici come l’attenzione, la memoria, l’apprendimento, il pensiero, la percezione, il linguaggio ecc. La psicoterapia invece è una formazione post laurea, aperta ai soli medici e/o psicologi, che investe il suo raggio d’azione nella cura dei disturbi psichici, attraverso tecniche specifiche dell’approccio seguito. 

Cosa significa?

La psicoterapia può avere diversi approcci teorici, anche molto distanti tra di loro a causa del riferimento scientifico di riferimento. Questo fa si che se non si conosce l’approccio di riferimento del terapeuta, si incorre in una psicoterapia senza conoscerne ne le modalità ne i tempi. Questo potrebbe creare nelle persone una generalizzazione della figura dello psicologo, che poi molto spesso è appunto uno psicoterapeuta (chiedete o controllate nell’albo online dell’ordine regionale di appartenenza), portando spesso alla rinuncia nel curarsi magari per un fallimento terapeutico precedente. Nella psicoterapia, come nella medicina, esistono più metodologie per curare lo stesso disturbo, e conoscerle sarebbe già un buon punto di partenza. 

Ma veniamo al mio modello di riferimento, la Terapia Breve Strategica (TBS).

La TBS è una metodologia di intervento che ha origine dal lavoro di ricerca iniziato dal M.R.I. (Mental Research Institute, Palo Alto, CA.), sviluppato ed evoluto poi dall’ultra trentennale lavoro di Paul Watzlawick e dal Prof. Giorgio Nardone (Centro di Terapia Strategica CTS, Arezzo).

L’approccio breve strategico è un intervento focalizzato sul presente del disturbo e sullo stato di sofferenza della persona, con l’obiettivo di comprenderne il funzionamento operativo dello stesso, ossia delle tentate soluzioni TS che vengono messe in atto per cercare di uscirne. Quando stiamo male, siamo soliti mettere in atto condotte di vario tipo (TS) che, se inizialmente ci aiutano, con il tempo, se reiterate, ci conducono verso un irrigidimento percettivo/reattivo, che generano e mantengono il disturbo. L’intervento breve strategico quindi, non si preoccupa di ricercare le cause nel passato, in quanto ormai trascorse ed immodificabili, quanto piuttosto di trovare le modalità/strategie per uscirne. Questa modalità di intervento rivoluzionaria, porta le persone ad un veloce, rapido cambiamento/sblocco dal proprio disturbo/disagio, per poi arrivare alla risoluzione completa in tempi davvero sorprendenti. La media delle sedute di una terapia breve strategica (TBS) per disturbi come gli attacchi di panico, disturbi fobici, ossessioni e fissazioni e diverse forme di disturbi del comportamento alimentare, è di sole 7 sedute con cadenza di una volta ogni due settimane, quindi due volte al mese.

Il terapeuta breve strategico interviene in duplice modalità, la prima attraverso il dialogo (colloquio) strategico, orientato alla riformulazione del sistema percettivo della persona ed applicato all’interno della seduta, la seconda attraverso delle prescrizioni che il terapeuta da al paziente, da applicare fuori dallo studio tra una seduta e l’altra. Le prescrizioni sono atti e comportamenti, compiti, che il terapeuta breve strategico prescrive sulla base dello specifico disturbo che affligge il paziente, al fine di condurlo, unitamente al dialogo, allo sblocco dal disturbo. Per ogni disturbo, la TBS ha un protocollo di intervento studiato e convalidato da anni di ricerca nei moltissimi centri e studi di terapia strategica nel mondo, in primis al CTS di Arezzo diretto dal Prof. Giorgio Nardone. La TBS è solita dare 10 incontri (sedute) per sbloccare/uscire dal disturbo, altrimenti non si prosegue in un accanimento terapeutico, forti della consapevolezza che se qualcosa funziona, lo si vede entro poche sedute, già dalle primissime. La TBS non va alla ricerca delle cause del passato ma alle soluzioni da applicare nel presente, è una terapia attiva, focalizzata sul problema e sulla sua soluzione. Le sedute nella TBS hanno una cadenza quindicinale, con incontri che possono durare fino a 50 minuti, ma anche 20, a seconda di ciò che serve, sulla base della chiusura dell’obiettivo e non del riempire il tempo.